Comunicare la sicurezza stradale non è affatto semplice. È un terreno complesso, dove il rischio di scivolare nel sensazionalismo o, al contrario, in un moralismo sterile è sempre in agguato.
L’obiettivo è colpire l’attenzione senza cadere in estremi controproducenti: da un lato bisogna evitare la spettacolarizzazione, che può generare assuefazione o cinismo; dall’altro, è necessario sfuggire a messaggi troppo blandi o prescrittivi, che scivolano via senza lasciare traccia.
Con questa consapevolezza, abbiamo sviluppato una campagna visibile sui bus cittadini. Il formato scelto — un’affissione mobile — impone una comunicazione sintetica ed efficace, in grado di essere compresa in pochi secondi, anche in movimento.
Due soggetti, un messaggio diretto
La campagna si compone di due soggetti visivi coerenti nello stile e nel linguaggio. Il visual è diretto e immediato, pensato per catturare l’attenzione e trasmettere il messaggio in modo istantaneo. Al centro della narrazione ci sono due temi chiave: il numero quotidiano di vittime della strada e le conseguenze, spesso irreversibili, delle scelte individuali alla guida.
I visual mettono in risalto proprio questo: le possibili ripercussioni di comportamenti rischiosi, capaci di mettere in pericolo sé stessi e gli altri. I titoli, d’altro canto, riflettono quell’atteggiamento di minimizzazione o sottovalutazione del rischio — un atteggiamento che troppo spesso si rivela essere all’origine di un incidente stradale.
Per chi volesse sostenere l’associazione, è comunque attivo un banner di invito alla donazione del 5X1000.
Questa iniziativa vuole dunque essere un esempio di come sia possibile, anche con spazi ridotti e mezzi semplici, proporre una comunicazione di pubblica utilità capace di parlare davvero alle persone.
Senza urlare, ma nemmeno sussurrare.








Condividere la strada della vita è un’associazione che nasce da familiari di vittime della strada. Nessuno meglio di chi sulla strada ha perso la salute, o dei familiari di chi ha perso la vita, può testimoniare quanto sia grave il lutto per la famiglia e per la società. A noi spetta il dovere morale di non farlo accadere più.